sabato 30 aprile 2011

Sposini intervento riuscito

Sposini intervento riuscito E' in coma 


farmacologico: "Risponde agli stimoli"

 



Lamberto Sposini risponde agli stimoli del dolore durante le visite specialistiche. È quanto si apprende da fonti qualificate, che definiscono questo un fatto positivo anche se evidenziano che l’emorragia cerebrale che ha colpito il giornalista era molto estesa. L’entità del danno sarà possibile conoscerla solo nelle prossime 24-48 ore, quando presumibilmente Lamberto Sposini verrà svegliato dal coma farmacologico. Sembra che la zona colpita dall’emorragia sia quella dell’emisfero sinistro, che corrisponde agli stimoli del linguaggio e del movimento.
Ad operare Sposini ieri sera è stata l’équipe di neurochirurgia del Gemelli, guidata dal professor Giulio Maira, luminare della neurochirurgia, che è rientrato d’urgenza da Firenze per l’intervento. Un intervento che è "perfettamente riuscito", come spiegava il bollettino medico diffuso dopo l’operazione, nel quale si spiegava che il giornalista resta in prognosi riservata, ricoverato in terapia intensiva. Sposini è stato colto da un grave malore ieri negli studi Rai di via Teulada a Roma poco prima della trasmissione La Vita in diretta, soccorso dal 118 in codice rosso è stato trasportato prima all’ospedale Santo Spirito, poi al Gemelli. In merito alle polemiche sui ritardi nei soccorsi, l’assessorato regionale alla Salute ha diramato un comunicato nel quale si sottolinea che l’intervento del 118 «è stato effettuato nei tempi e nelle modalità previsti dai protocolli dell’emergenza». Alle 14.10 è arrivata la chiamata al 118 per un malore, alle 14.27 un’altra chiamata ha riferito di un aggravarsi delle condizioni del conduttore ma alle 14.30 l’ambulanza era sul posto, quindi "è stato soccorso in 19 minuti". Intanto il programma La vita in diretta, ieri è andato comunque in onda, anche se in ritardo, condotto da Mara Venier, la quale però non era a conoscenza delle gravi condizioni di Sposini.  

A Napoli è caccia al berlusconiano Bomba carta contro sede del Pdl

Centro sociali sul piede di guerra: ieri l'aggressione a Lettieri, poi il presidio sotto la sede del partito. Oggi è esplosa una bomba carta vicino al suo comitato elettorale



Napoli - Un escalation di violenza: ormai è caccia la pidiellino. Il 21 aprile il pestaggio del consigliere del Pdl a Padova, ieri l'aggressione con sputi e calci a Gianni Lettieri, il candidato sindaco del Pdl a Napoli, e poi il presidio dei centro sociali sotto la sede del partito del Cavaliere. Oggi una deflagrazione ha gettato nuovamente la città nella paura: una bomba carta è esplosa a pochi metri dal comitato elettorale del candidato sindaco di Napoli, in piazza Bovio. Molto lo spavento ma fortunatamente non ci sono stati feriti. A riferirlo un candidato al Consiglio comunale del Pdl, Mimmo Vitullo, il cui comitato è proprio vicino a quello di Lettieri. Ieri il candidato sindaco di Napoli era stato vittima di un tentativo di agressione nel centro antico della città.
Mimmo Vitullo, candidato al consiglio comunale di Napoli con la lista "Pdl - Berlusconi per Gianni Lettieri", descrive gli attimi "di terrore" vissuti poco fa, in piazza Bovio, dove è scoppiata una bomba carta davanti alla sede del comitato elettorale del candidato sindaco Pdl a Napoli, Gianni Lettieri. "Ho pensato subito ad un attentato", dice. Al momento della deflagrazione la sede del comitato Lettieri, che si trova a pochissimi metri da quello di Vitullo, era chiusa; visibili sulla saracinesca di ingresso i segni della esplosione. "Abbiamo sentito un fortissimo boato e ho visto la gente scappare io ero sull’uscio del mio comitato elettorale che si trova a pochissimi metri da quello di Lettieri. Ci siamo spaventati, un ragazzo che usciva dallo stabile adiacente a quello del candidato sindaco si è rifugiato nel mio comitato urlando". Sul posto è presente la Digos. Arrivati anche il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, e il coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino." Non ho notato nessun movimento strano - conclude Vitullo - So solo che questo ennesimo gesto di violenza ci preoccupa tantissimo".  
"I gravissimi episodi che si stanno verificando a Napoli sono il frutto naturale di quel clima di intolleranza che dalla stampa alla piazza la sinistra sta montando in questi mesi. La situazione è diventata pericolosissima ed i responsabili sono tanti". Lo afferma il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. "A cominciare da coloro che aizzano le masse incitandole alla violenza verbale e addirittura auspicano colpi di Stato come ha fatto Asor Rosa dalle pagine del Manifesto. Ecco le conseguenze. Che vergogna. Vogliono far ripiombare il nostro paese in quel clima di terrore che già in passato ha segnato dolorose pagine della nostra storia", aggiunge. "Attaccando con tanta violenza e continuità Lettieri si vuole distruggere una speranza di cambiamento per Napoli. Non lo permetteremo", conclude.

sabato 23 aprile 2011

«Il deputato picchia la moglie» Ceroni replica: «Tutto falso»

Il quotidiano Il Fatto attacca il deputato che vuole cambiare la Costituzione

MILANO - «Sono sconcertato. È tutto completamente falso, quello che è stato scritto non è vero». Remigio Ceroni, il deputato del Pdl che ha presentato la proposta di legge per modificare l'articolo 1 della Costituzione, smentisce l'articolo con cui venerdì Il Fatto Quotidiano lo accusa di violenze contro la moglie. Il titolo di apertura del giornale, «Ieri picchiava la moglie, oggi riforma la Costituzione», dà notizia di «una vecchia denuncia per percosse». Il Fatto racconta che la moglie della «nuova stella del Pdl che vuole stravolgere la Carta per punire Quirinale e Consulta» anni fa è stata «accompagnata dalla sorella al pronto soccorso» e «ha riferito di essere stata percossa dal marito in casa». Prognosi di «20 giorni- continua Il Fatto - per ecchimosi, contusioni, ematomi, escoriazioni su tutto il corpo».
LA REPLICA - «È tutto falso - ribadisce Ceroni contattato telefonicamente dall'agenzia Dire - io non sporgerò querela, credo che lo farà mia moglie che in questo momento è accanto a me. Non vogliamo aggiungere altro. È da stamattina che la giornalista dell'articolo telefona a tutto il Paese per avere informazioni su di me». Quando gli si chiede se si aspettasse un'escalation di attacchi così forti, il parlamentare marchigiano di Rapagnano (provincia di Ascoli Piceno) risponde: «Sono davvero stupefatto da tanto clamore, io ho presentato una proposta di legge nei limiti e nelle prerogative di deputato e ho subito una volgare aggressione solo per aver avuto un'iniziativa a titolo personale, una proposta di legge che può piacere o no ma che rientra nelle prerogative parlamentari». Secondo Ceroni «si aggredisce strumentalmente la mia famiglia, inventando false accuse» con un «chiaro obiettivo politico». Questo è «il segno del degrado della politica». Comunque, per segnare la diversità di stile, rispetto al Fatto, Ceroni dice che inviterà la giornalista che ha scritto l'articolo, Sandra Amurri, «domenica a casa mia, dove per tradizione il giorno di Pasqua stiamo tutti insieme. Così - spiega - prenderà di persona le informazioni che vuole, invece di chiederle in giro». (fonte: Dire)

venerdì 22 aprile 2011

Imprecare e bestemmiare riduce il dolore di una ferita

ROMA - Bestemmiare e imprecare dopo essersi feriti o infortunati riduce il dolore. Lo rivela una ricerca della Keele University di cui parla l'Independent. Per verificare la loro teoria, i ricercatori hanno fatto mettere nelle mani di alcuni studenti dei cubetti di ghiaccio, mentre imprecavano. Poi gli hanno chiesto di ripetere l'esercizio ripetendo una frase non offensiva. Così hanno visto che i giovani erano capaci di tenere in mano i cubetti gelati più a lungo quando ripetevano bestemmie e imprecazioni, e che c'è un legame tra la tolleranza al dolore e insulti.

Secondo i ricercatori questo effetto analgesico si verifica perchè le imprecazioni scatenano la risposta "combatti o combatti". Il tasso dei battiti cardiaci accelerati degli studenti che ripetevano le bestemmie può indicare un aumento dell'aggressitivtà per i ricercatori.

Lo studio prova che l'imprecare innesca non solo una risposta emozionale, ma anche fisica, che può spiegare la pratica secolare di imprecare, che persiste ancora oggi. «Per secoli - spiega Richard Stephens, uno dei ricercatori - si è pensato che bestemmie e imprecazioni fossero un fenomeno linguistico umano quasi universale. Invece quest'azione si inserisce nei centri emotivi del cervello e si presenta nell'area destra del cervello, mentre il linguaggio è nell'emisfero sinistro».