Il quotidiano Il Fatto attacca il deputato che vuole cambiare la Costituzione
MILANO - «Sono sconcertato. È tutto completamente falso, quello che è stato scritto non è vero». Remigio Ceroni, il deputato del Pdl che ha presentato la proposta di legge per modificare l'articolo 1 della Costituzione, smentisce l'articolo con cui venerdì
Il Fatto Quotidiano lo accusa di violenze contro la moglie. Il titolo di apertura del giornale, «Ieri picchiava la moglie, oggi riforma la Costituzione», dà notizia di «una vecchia denuncia per percosse». Il
Fatto racconta che la moglie della «nuova stella del Pdl che vuole stravolgere la Carta per punire Quirinale e Consulta» anni fa è stata «accompagnata dalla sorella al pronto soccorso» e «ha riferito di essere stata percossa dal marito in casa». Prognosi di «20 giorni- continua
Il Fatto - per ecchimosi, contusioni, ematomi, escoriazioni su tutto il corpo».
LA REPLICA - «È tutto falso - ribadisce Ceroni contattato telefonicamente dall'agenzia Dire - io non sporgerò querela, credo che lo farà mia moglie che in questo momento è accanto a me. Non vogliamo aggiungere altro. È da stamattina che la giornalista dell'articolo telefona a tutto il Paese per avere informazioni su di me». Quando gli si chiede se si aspettasse un'escalation di attacchi così forti, il parlamentare marchigiano di Rapagnano (provincia di Ascoli Piceno) risponde: «Sono davvero stupefatto da tanto clamore, io ho presentato una proposta di legge nei limiti e nelle prerogative di deputato e ho subito una volgare aggressione solo per aver avuto un'iniziativa a titolo personale, una proposta di legge che può piacere o no ma che rientra nelle prerogative parlamentari». Secondo Ceroni «si aggredisce strumentalmente la mia famiglia, inventando false accuse» con un «chiaro obiettivo politico». Questo è «il segno del degrado della politica». Comunque, per segnare la diversità di stile, rispetto al
Fatto, Ceroni dice che inviterà la giornalista che ha scritto l'articolo, Sandra Amurri, «domenica a casa mia, dove per tradizione il giorno di Pasqua stiamo tutti insieme. Così - spiega - prenderà di persona le informazioni che vuole, invece di chiederle in giro». (
fonte: Dire)
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